Veglia Pasquale

-in allegato l'Omelia del Cardinale

Cari fratelli e sorelle,
         Cristo è risorto: è l’annuncio gioioso e festante che si leva da questa nostra Assemblea e che, in questa santa notte, la più santa di tutte le notti, trova eco in tutte le chiese del mondo e illumina l’universo intero: Cristo ha illuminato la notte del mondo con la luce della sua risurrezione.
         Il sabato è ormai passato ed è iniziato un tempo nuovo, il tempo dopo il sabato, il giorno della nuova creazione.
         Questa santa celebrazione è iniziata alle porte della chiesa, quasi a voler imitare le donne, di cui ha parlato il Vangelo appena ascoltato. Esse, di buon mattino, quand’era ancora buio, andarono al sepolcro di Gesù. Era l’affetto che le legava al Maestro a spingerle verso quella tomba. Era ormai passato un intero giorno da quando lo avevano sepolto e volevano compiere un ultimo gesto di tenerezza e di amore. Il loro cuore era profondamente triste e il loro animo ormai rassegnato. Ma una pietra pesante, pesante come la morte, stava lì, con la sua freddezza e il suo peso, a separarle dal loro Maestro, che le aveva salvate donando loro una nuova speranza. Ma dopo la sua morte, tutto sembrava finito. Per quelle donne c’era, in quel momento, un solo problema: come togliere la pesante pietra che chiudeva il sepolcro per poter onorare il corpo di Gesù con gli oli aromatici che avevano comprato.
condividi su