L’art. 12 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004) prevede che gli enti pubblici ed ecclesiastici proprietari di beni immobili con oltre 70 anni, o di beni mobili con oltre 50 anni, purché di autore non più vivente, richiedano la verifica dell’interesse culturale in caso di alienazione o di interventi di manutenzione straordinaria.
Sono soggetti a tale verifica i beni mobili e immobili appartenenti agli enti ecclesiastici, tra cui Diocesi, Parrocchie, Seminario, Capitolo Metropolitano, Confraternite, Istituto per il Sostentamento del Clero, Opere di Religione, Ordini e Congregazioni religiose maschili e femminili, Istituti Secolari.
L’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali è l’organismo competente a seguire questo procedimento, in forza degli accordi stipulati in sede nazionale e regionale.
Fino a quando la verifica non sia stata effettuata, i beni restano comunque sottoposti alle disposizioni del Codice. Ciò significa che non possono essere oggetto di alienazione, permuta o trasferimento e che eventuali lavori di restauro, manutenzione straordinaria o ristrutturazione statica richiedono l’autorizzazione della Soprintendenza competente.
Come avviare il procedimento
- Contattare il Responsabile dell’Ufficio al numero 081 5574213, dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 13.00.
- Consultare e scaricare il documento “Tempistica e Documentazione”, per conoscere le fasi della procedura e gli atti richiesti.
- Scaricare, salvare e compilare il “Modulo per la raccolta dei dati”, che costituisce la scheda del bene da sottoporre a verifica, inserendo tutte le informazioni richieste.
In base all’accordo dell’8 agosto 2005 tra la Direzione Regionale e la Conferenza Episcopale Campana, le richieste di verifica vengono presentate entro la prima settimana di ogni mese.
Si raccomanda agli enti interessati di avviare la procedura anche in assenza di necessità immediate di alienazione o restauro. Tra l’avvio del procedimento e la sua conclusione possono trascorrere almeno 120 giorni. Disporre per tempo della certificazione di interesse culturale consente di evitare ritardi e limitazioni operative.
Altri documenti:

