Vigilia Assunzione della Beata Vergine Maria

Concelebrazione in Cattedrale con i sacerdoti
–         14 Agosto 2012  –
 
 
           Cari Sacerdoti,
           Cari fratelli e sorelle,
                       Come è ormai consuetudine da alcuni anni, ci riuniamo per celebrare l’Eucaristia in questa nostra Chiesa Cattedrale, dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta in Cielo, nella solennità che la Liturgia vi dedica ogni anno. E’ esigenza della nostra fede contemplare la Madre di Dio che, come il frutto eletto della creazione, ora gode quella pienezza di vita a cui tutti siamo chiamati.
Maria è la prima dei credenti; non è sopra o fuori della storia dei cristiani; è parte della nostra famiglia. Ella è “con noi”, anzi è “davanti a noi” per guidarci nel cammino che porta alla meta alla quale Ella è già arrivata  e alla quale noi siamo tutti incamminati.
Come maestra e modello di ogni cristiano, Maria è testimone della vita buona del Vangelo, che tutti dobbiamo incarnare, soprattutto noi sacerdoti, per rispondere alla nostra vocazione di annunciatori di Cristo nel contesto storico nel quale siamo stati messi a vivere.
Maria Assunta brilla della luce e della santità di Cristo. Ella già partecipa della vittoria del suo Figlio sul male e sulla morte e gode della Pasqua del suo Figlio che ha varcato la porta del Regno dei cieli.
Maria Assunta è la Madre della fiducia perché ci insegna ad andare “oltre”, a non chiuderci nel proprio egoismo, a non cedere ad alcun compromesso col peccato, ad aprirci alla vita, alla vita vera dell’amore vero; Lei è la Donna-Madre, generatrice di vita.
Madre della speranza, con la sua Assunzione, Maria ci invita a non temere il mondo fatto di insicurezze, di paure, di sofferenze, di odio, di violenza e di sopraffazione.
Arca della Nuova Alleanza Ella  è Regina della terra e del cielo e, con il suo “sì” a Dio,  ha fatto sì che si incontrassero il divino e l’umano: Dio è sceso fra gli uomini e gli uomini hanno ripreso la vita di Dio.
Cari sacerdoti e fedeli,
guardare a Maria Assunta significa imparare a dire sempre “sì” alla volontà del Padre che, nel Figlio suo Gesù e con l’opera dello Spirito Santo, vuol fare di noi strumenti credibili del suo amore, seminatori della verità e costruttori di una società dove regna solidarietà, giustizia e pace.
E’ la provocazione che ci viene dal Giubileo, evento che continua a segnare la storia della nostra Diocesi e della nostra gente, la quale sente la nostalgia di Dio e cerca la verità e la dignità contro ogni forma falsa e illusoria di progresso.
Attraverso Maria, contemplata Assunta, il Giubileo ci insegna che, nonostante questo periodo storico nel quale serpeggiano scoraggiamento, tensione e incertezza, il Signore continua ad essere presente e a guidarci ogni giorno nel tratto di strada che stiamo percorrendo.
Dio non delude e non imbroglia nessuno, come fanno certi rappresentanti di ideologie che mortificano la verità sull’uomo e la dignità della persona umana, contraddicendo il vero bene comune della famiglia umana, il bene di tutti.
Il Giubileo, sull’esempio di Maria e spinto dalla forza dello Spirito, deve continuare a stimolarci ed a impegnarci a vivere la carità come forma insostituibile per vincere tutte le sfide che pur sembrano insormontabili, di natura culturale, sociale ed economico- finanziaria. Tutti, cari figli e fratelli, dobbiamo assumerci l’impegno e la responsabilità ad educare i nostri fedeli al bene comune, ad uscire da quella falsa sicurezza che ci rinchiude tra le mura delle nostre sacrestie e ci fa perdere il senso cristiano del vivere “con” e “per” gli altri.
Tutti, sacerdoti e popolo di Dio, dobbiamo dare testimonianza della nostra fede e dei valori cristiani che debbono guidare sempre la nostra vita e i nostri comportamenti, per difendere i diritti di tutti e gli interessi generali, per denunciare, contrastare e lottare soprusi e prepotenze, negligenze e delitti che, come in questi giorni, la mano dell’uomo mette in atto contro la natura, contro l’ambiente e contro il Creato.
Contro gli scempi consumati quotidianamente, troppo spesso per scelta e per dolo, dobbiamo far sentire la nostra voce di condanna, in maniera forte e ferma, perché non ci può essere indulgenza nei confronti di coloro che, per biechi interessi, non esitano a bruciare rifiuti tossici e boschi, determinando squilibrio e inquinamento ambientale che é gravemente nocivo per la salute di tutti. Tali atti, scellerati e delinquenziali, dunque, vanno condannati e combattuti con fermezza, cari sacerdoti, richiamando comunque la responsabilità di ciascuno e ricordando che la difesa del creato è difesa della vita che ci viene da Dio, per cui coloro che si macchiano di colpe così devastanti non solo incorrono in un reato, ma commettono un peccato grave, come opportunamente ebbe modo di evidenziare, già lo scorso anno, la Conferenza Episcopale della Campania.
Usciamo dalle sacrestie, dunque, e andiamo, come ci insegna Maria, là dove la nostra gente vive, restando gravemente vittima e sofferente per l’egoismo e la violenza di una minoranza malavitosa, oltre che per la mancanza di lavoro o perché non riesce a realizzare la giusta aspirazione ad una vita dignitosa, responsabile, serena e appagante.
Poniamo questo nostro impegno pastorale e  questi legittimi  desideri della nostra gente nel cuore di Maria SS.ma Assunta in cielo e preghiamola perché dia sempre consolazione, forza e speranza a tutti, ancora pellegrini su questa terra.
Maria,  Madre attenta alle vicissitudini della Chiesa e di tutti gli uomini redenti dal suo diletto Figlio, ci aiuti a vivere questo nostro tempo difficile come attesa di una società nuova e della gloria futura nella fede, nella speranza e nella carità. Se affidiamo a Lei le necessità della vita, le tribolazioni, i desideri e le speranze, Lei ci incoraggerà, ci sosterrà e ci consolerà nel portare il peso del quotidiano camminare verso la Patria dove Ella, assieme al Suo Figlio, vive e regna per i secoli eterni.
 
“ A Maronna  v’accumpagna”
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