“Maria,
Madre della gente semplice,
Donna dei giorni feriali,
tu che hai cantato la rivoluzione dell’amore nel Magnificat
e hai creduto che Dio può cambiare il mondo partendo dagli ultimi,
insegnaci la tua premura politica,
quella che non cerca potere ma servizio,
che non alza muri ma tende mani,
che non divide ma unisce.
Tu che hai custodito la vita nel silenzio,
donaci la sapienza di chi opera nel nascondimento,
di chi non cerca applausi,
di chi fa il bene per amore del bene.
Madre dei poveri e dei miti,
insegnaci la sobrietà che libera,
la povertà che illumina,
la fedeltà che resiste.
Fa’ che non ci stanchiamo di credere nella bontà della nostra gente,
nella forza del bene che cresce piano,
nell’umile seme che trasforma la terra.
Maria,
Serva del Signore e Madre premurosa,
tu che hai corso verso Elisabetta per portarle il tuo abbraccio,
corri anche oggi verso la nostra città.
Accarezza con il balsamo del Vangelo le ferite della nostra Napoli,
quelle di chi è solo, di chi è stanco, di chi ha perso fiducia.
Tocca il cuore di chi governa,
perché scelga la via del servizio, della cura, e mai del privilegio.
Sostieni i giovani che cercano giustizia e pace,
perché non si spengano le loro voci e i loro sogni.
Rendici, come te, custodi attenti e appassionati della vita,
capaci di compassione e di coraggio,
uomini e donne che non tacciono davanti al male,
che non fuggono davanti alla croce,
che sanno restare anche quando tutti scappano.
Maria, Madre del Magnificat,
Madre della tenerezza che si fa resistenza,
insegnaci la politica del cuore,
quella che comincia dalle mani,
che serve senza vantarsi,
che ascolta prima di parlare,
che prega prima di decidere.
E così, sotto il tuo sguardo immacolato,
questa nostra città impari ancora ad amare,
a rialzarsi, a perdonare, a ricominciare.
Perché dove tu passi, Maria,
la vita fiorisce,
la pace torna a respirare,
e anche la politica diventa un atto di fede.
Amen.”

