“SIGNORE GESÙ, PANE SPEZZATO PER LA VITA DEL MONDO”

Preghiera conclusiva Corpus Domini
04-06-2026

Signore Gesù, Pane spezzato per la vita del mondo,

la nostra processione stasera si ferma qui, a Porta Capuana.

Questo non è solo un traguardo di pietra; è un crocevia antico di storie,

un confine aperto dove si incrociano le solitudini, le attese e le speranze della nostra gente.

Siamo partiti dalla Cattedrale, la casa della memoria e della fede,

e abbiamo camminato passo dopo passo lungo Via dei Tribunali.

Abbiamo portato Te, Signore, nel cuore pulsante, rumoroso e ferito di questa città.

Non Ti abbiamo chiuso nei nostri tabernacoli protetti, nelle nostre liturgie rassicuranti.

Ti abbiamo costretto a respirare l’odore dei nostri vicoli,

a camminare tra i panni stesi, le botteghe, le fatiche e i silenzi di chi non ce la fa più.

Ti abbiamo chiesto di incrociare gli sguardi di chi stasera era alla finestra,

forse con le lacrime agli occhi, forse guardando con diffidenza, forse cercando solo una carezza.

Lungo questa strada, Signore, ci hai ricordato che l’altare più vero è la strada stessa.

È lì che l’umanità si incontra, si scontra e grida il bisogno di essere salvata.

Ci hai chiesto di non guardare il cielo dimenticando la terra.

Ci hai chiesto di riconoscere il Tuo Corpo non solo nell’ostia candida che abbiamo adorato,

ma nella carne viva, piagata e dolente dei poveri, dei dimenticati, degli ultimi.

E ora siamo qui, a Porta Capuana, dove le fatiche del quartiere si fanno carne e grido.

Qui, dove la vulnerabilità si respira a ogni angolo di strada.

Ti presentiamo la fatica di chi vive nell’ombra della marginalità,

la solitudine degli immigrati che cercano un futuro e spesso trovano solo sfruttamento e barriere.

Ti presentiamo il dolore delle famiglie invisibili, stipate in case piccole,

che lottano ogni giorno per difendere la propria dignità contro il morso della povertà.

Guarda, Signore, la rassegnazione che rischia di spegnere i vicoli del quartiere.

Vedi la trappola della criminalità che tenta i nostri giovani, rubando loro i sogni e il futuro,

offrendo facili illusioni in cambio della vita.

Vedi la fatica di chi cerca un lavoro onesto e trova solo precarietà o disoccupazione,

la sofferenza di chi cade nelle reti della dipendenza, nell’indifferenza del mondo che passa oltre.

Questa piazza è un termometro di sofferenza, ma noi non vogliamo abituarci al dolore.

Non vogliamo che i nostri occhi si anestetizzino davanti al degrado, alla violenza, all’esclusione.

Signore Gesù, Donaci quella fede che sa rintracciare i Tuoi passi non solo nell’incenso delle nostre chiese, ma soprattutto nelle crepe della nostra umanità. Donaci una spiritualità che non sia fuga dalla realtà, ma immersione in essa; una fede che non giudica, che non alza barriere, ma che sa sostare, con infinita tenerezza, sulle soglie del dolore e dell’attesa.

Porta Capuana è una porta aperta, Signore.

Fa’ che la nostra Chiesa sia esattamente come questa porta: mai serrata, mai sorda, mai indifferente.

Trasformaci in una dogana di misericordia che accoglie, che abbraccia e che mai respinge.

Aiutaci a scendere dagli altari delle nostre certezze

per abitare le periferie esistenziali e geografiche di questa nostra Napoli.

Insegnaci a stare sulla frontiera, dove la carne sanguina, per portare l’olio della consolazione.

Insegna alle nostre mani a diventare gesti concreti di condivisione e di riscatto.

Guida i nostri piedi a camminare sui sentieri della giustizia, della legalità e della pace.

Fa’ che il nostro cuore impari a battere al ritmo del Tuo amore che non esclude nessuno.

Fa’ che Porta Capuana non sia solo un monumento del passato, ma un simbolo del nostro futuro: una porta aperta, un luogo di accoglienza, un cantiere di fraternità dove nessuno si senta escluso o scartato. Liberaci dall’orgoglio di crederci migliori e donaci invece l’umiltà di riconoscerci tutti mendicanti della Tua grazia, tutti viandanti sulla stessa strada.

Benedici questa città, Signore. Benedici questo quartiere.

Benedici chi stasera ha pregato, chi ha cantato, chi ha portato il peso del cammino. Ma benedici anche chi è rimasto a guardare da lontano, chi non crede, chi è arrabbiato con la vita o con la Chiesa, chi fa fatica a trovare un senso. Che la Tua benedizione raggiunga ogni angolo nascosto, ogni periferia esistenziale, ogni cuore ferito.

Aiutaci a conservare il profumo di questo cammino comune. Fa’ che non dimentichiamo che la Cattedrale e la Porta sono unite dalla stessa strada, e che su quella strada Tu cammini sempre con noi, fino alla fine del mondo. Resta con noi, Pane della speranza, custodisci la nostra sete di riscatto.

Fa’ che, tornando nelle nostre case, non dimentichiamo il profumo di questo cammino.

Rendici capaci di diventare noi stessi, ogni giorno, tra questi vicoli e in ogni periferia,

pane buono, spezzato, condiviso e donato per la vita e la dignità di tutti i nostri fratelli.”

 

condividi su