“Spirito del Risorto, versa ancora il tuo olio su di noi, olio che nasce nel segreto, nel silenzio della terra e nella ferita del frutto, olio che sgorga dal torchio, dove ciò che è stato schiacciato non muore, ma si trasforma in luce.
Come olive raccolte nella sera, anche noi passiamo attraverso incertezze e notti, ma è lì, proprio lì, che tu operi: trasfigurando ogni fatica, rendendo leggero ogni peso.
Quando il nostro cuore si indurisce, ammorbidiscilo con l’unzione del tuo amore; quando ci sentiamo fragili e smarriti, donaci la tua forza mite, che apre strade nel deserto, che sa indicare direzioni di vita anche nel disordine della storia.
Quando incontriamo le ferite di chi ci cammina accanto, rendici prossimità viva, presenza che non fugge, mano che resta, sguardo che accoglie, balsamo che cicatrizza e che rialza.
Ungi le nostre mani, perché sappiano accarezzare senza possedere. Ungi i nostri occhi, perché imparino a vedere oltre le apparenze, oltre le maschere, oltre le difese.
Ungi il nostro cuore, perché sappia amare senza misura, senza calcolo, senza paura di perdere.
E insegnaci il mistero del torchio: che anche ciò che ci comprime può diventare sorgente, che ogni pressione attraversata nello Spirito può generare olio buono, capace di guarire e illuminare e questo mondo, così affaticato e assetato, torni a respirare speranza, e a credere che dalla notte può ancora nascere luce, e dal torchio olio di consolazione.
Amen.”

